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Blogger: 0JackFolla0
Nome: Mars
E' come andare al cinema. Spesso i prequel ti tolgono la sorpresa di vedere un film...alcune volte invece ti invogliano.considerate queste poche parole un prequel, lascio a voi la scelta di entrare o meno nel mio mondo.

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giovedì, 15 febbraio 2007

St. Valentine's Night

< Sfuma sulle note finali di "Over and Over">

"cause it's all in my head
I think about it over and over again
And I can't keep picturing you with him
And it hurts so bad, yeah
'cause it's all in my head
I think about it over and over again
I replay it over and over again
And I can't take it yeah I can't shake it
Noo"

[extract from: Nelly feat Tim McGraw "Over and Over"]

Anche se a voler essere fiscali è passato da circa due ore, vorrei parlare un po con voi dell'evento clou della giornata: il tanto amato/odiato giorno di San Valentino...anche perchè credo che questo sia una di quelle occasioni in cui la notte non rappresenta la fine di una cosa, ma il suo inizio...
Ho sempre ritenuto la notte un momento magico, mi piace viverla e assaporarla e devo dire che questa notte ha una magia ancora più speciale del solito. Era da qualche giorno che pensavo a questo post...avevo cominciato insieme a Cryo anche un po di ricerche sull'origine del Mito di San Valentino, pensavo di parlare dell'argomengo in maniera lucida...cominciando dalle sue origini, parlandovi del fatto che l'istituzione del mito ha dato un'aura di sacralità cristiana al rito pagano della fertilità che si celebra in primavera...poi è bastato un giro in macchina, a farmi cambiare del tutto idea. "Can you feel the love tonight" cantava Elton John nel Re Leone e credo che mai canzone fu più appropriata...
Non ci credete?
Allora scendete in strada, chiudete gli occhi e respirate a pieni polmoni l'aria pungente, drizzate bene le vostre orecchie e concentratevi anche sui più piccoli suoni. Sentirete che nel solito smog c'è uno strano profumo, che i clacson delle macchine, i cicalii dei grilli, il vociare distante delle persone, ogni cosa vi sta mandando un messaggio silenzioso e speciale...
è la notte di San Valentino e c'è una sola cosa da dover fare: sorridere!
Sorridere perchè si è grati che una persona speciale sia al vostro fianco a completarvi e farvi crescere e questa è una di quelle notti in cui potete dimostrare il vostro amore una volta in più.
Sorridere perchè dopo tanti lambiccamenti di pensieri, notti insonni, giorni di cuore triste e pesante avete finalmente trovato il coraggio necessario a dichiaravi alla persona che amate...e chissà, magari in questo preciso momento la state baciando e il dove e il quando non hanno più importanza.
Sorridere perchè siete ancora in tempo per parlare con voi stessi, per capirvi e per fare quello che avete sognato da giorni, ma non avete avuto ancora il coraggio di fare...a voi irriducibili dell'ultim'ora do questo consiglio: smettere di ascoltare i vaneggiamenti di questo writer solitario, sintonizzatevi sull'unica frequenza che vale la pena di ascoltare in questo momento e fate quella piccola pazzia che potrebbe cambiare il corso della vostra vita.
Di che frequenza parlo?
Di quella che sta tra i 60 e i 90, ma che in giorni particolari come questo può arrivare fino a 120: i battiti del vostro cuore!!
Sentiteli crescere dentro di voi, mentre vi avvicinate alla persona che riempie i vostri pensieri, scavalcate qualche muro, correte qualche rischio e osate fino allo stremo...
Immagino che qualcuno di voi in questo momento mi stia mandando in quel fantomatico paese e abbia già fatto una bella croce nera sul 14 di Febbraio e notte attigua. A loro e a tutti i delusi di questa notte dedico un pensiero dell' immortale Joice e del suo Ulisse:
"Fummo solo fedeli alle cause perse. Il successo per noi è la morte dell'intelletto e della fantasia"
Lo so, in questo momento vi potrà sembrare una magra consolazione, magari qualcuno si incazzerà solo di più, ma guardatevi dentro con attenzione...non sentite una strana calma? paradossalmente non vi sta salendo un sorriso? le avete tentate tutte, ma non avete ancora voglia di arrendervi...e allora non vi arrendete...ricordatevi che se lo volete, ogni notte può essere la vostra personalissima notte di San Valentino.
E' la notte di San Valentino: la comunità scientifica avverte che i sismografi di mezzo mondo rilevano una forte attività tellurico/amorosa beh...se mentre siete li nella semioscurità, avvinghiati e accaldati, vi state guardando negli occhi e sussurrando "Ti Amo" sarò felice che il mondo questa notte abbia avuto qualche scossa di troppo.

Lo so cosa state pensando malelingue: e tu Mars che di questa magica notte tanto parli come mai sei ancora qui a scrivere? perchè non stai vivendo la magia di questa notte?

E va bene...vi racconterò brevemente qualcosa di quest'ultimo periodo cari i miei lettori: ho frequentato una ragazza per un mesetto scarso...suppongo che con la discussione di ieri sera e con gli ultimi messaggi giuntimi oggi non avrò modo di frequentarla ancora, ma ad essere onesti mi va bene così...purtroppo la mia mente e il mio cuore viaggiavano molto più di quanto avrei voluto fare io...
...la loro destinazione era sempre la stessa. Una persona che ho amato in una maniera del tutto nuova per me per sette mesi e che non riesco a smettere di amare. Vi anticipo, brutte malelingue...no, non sto recitando la parte dell' ex che ci tiene ancora e che continua a provarci...a volte amare significa sapersi accontentare come mi ha insegnato Cryo nel suo discorso sul rispetto...al mio amore adesso basterebbe solo che quella Scintilla tornasse a illuminare fiocamente le mie giornate solo con la sua presenza, senza alcuna pretesa di grandi paroloni come coppia, fidanzati o quello che vi pare...
...se amare significa aver tante cose da dire e fare che il tempo trascorso insieme non sembra mai troppo allora si...credo di essere follemente innamorato...
E riprendendo una vecchia consuetudine di quando si era bambini lascio qui la mia "valentina" per quella Scintilla, perchè magari un giorno possa sintonizzarsi anche lei sulla mia frequenza e leggere quello che sa già...
E ancora una volta preferisco far parlare una canzone al mio posto...non perchè non sia in grado di dirle quello che penso, ma semplicemente perchè credo che non avrei saputo dirlo in maniera migliore:

"Ma non capita tutti i giorni di incontrare
una tipa che ti ascolta prima di parlare,
che ama quello che ami,
che odia quello che odi,
che non passa la vita davanti allo specchio.
Che non te la fai in un momento,
che non gli frega del tuo aspetto, ma che ti guarda dentro.
Che ha una faccia da gatta quando ti guarda
ma se si incazza sa essere crudele e bastarda.
Che in tutto quello che fa è stilosa e originale
che se stai con lei ti fa sentire un po speciale
che quando si da lo fa con calore,
che non scopa mai, ma fa solo l'amore.
E così ecco il mio segno il mio ricordo
ritmato, sputato su questo giro di basso
qui lo lascio per ogni volta che lo vorrai sentire
ed è solo per te e per chi lo sa capire!"
[Extract from: Articolo31 "Solo X Te"]

E' la notte di San Valentino.
Andate e innamoratevi,
perchè non c'è viaggio più bello di quello fatto insieme a qualcuno di speciale.

FM 130.5 "RadioChaos"
Romanticamente vostro
Mars
postato da: 0JackFolla0 alle ore 02:23 | link | commenti (6)
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mercoledì, 14 febbraio 2007

Rinnovamenti & Segreti di Pulcinella

Mercoledi, 14 Febbraio 2007

Piccole modifiche per quanto riguarda il nome e le specifiche del blog per rendere l'atmosfera ancora più simile a quella di una radio. La frequenza che mi sono dato è ovviamente puramente simbolica, ma è inutile che mi chiediate che cosa significhi, perchè tanto non ve lo dirò...un giorno, magari. Vi consiglio caldamente di non provare a cercarla sul vostro stereo o con il culo che mi ritrovo vi sorbirete un comizio di qualche politico di serie C dai microfoni di RadioRadicale o che è peggio un bel sermone dai microfoni di RadioMaria. Che poi vi siete mai chiesti perchè quella sia l'unica radio che si sente in qualsiasi angolo sperduto d'Italia siate? Dalla vetta del Gennargentu, alla Sila passando per la foresta Umbra (che ovviamente, per chi non lo sapesse, si trova sul Gargano) alle grotte di Castelcivita...io mi ci sono arrovellato per anni e alla fine: l'illuminazione!! Andate alla chiesa più vicina a casa vostra e osservatene con calma il campanile...è una notizia di moltissimo tempo fa, comunque si, i ripetitori di RadioMaria si trovano proprio li: nei campanili delle vostre chiese e tra l'altro ricordo di aver letto di una diatriba particolare dato che la suddetta radio occupa non so quante frequenze rendendo impossibili altre trasmissioni...verrebbe quasi voglia di piratarla!!
E non è tutto! A volerli guardare bene, i campanili di molte chiese potrebbero svelarci anche un altro mistero della fede (giusto per rimanere in tema): vi siete mai domandati perchè dopo anni di bestemmie contro il vostro cellulare che prende ovunque fuorchè a casa vostra di punto in bianco avete il massimo delle tacchette anche quando siete al cesso? (che se è come quello di casa mia è una sorta di stanza bunker) il trucco è sempre li....Antenne...le compagnie di telefonia mobile pagano le diocesi per poter sistemare le antenne su alcuni campanili. Dire che ce l'hanno pure propinata in televisione questa cosa "buona e giusta": ve la ricordate quella pubblicità di qualche anno fa con il prete del paesello di 10 abitanti di cui il vecchio trecentenario un po di bestie assortite, una coppia e il bambiname vario con il ragazzino che gridava "Evvai Don Giulio" ? Si proprio quel ragazzino che dopo la seicentesima volta che l'avevi visto in due ore di programmazione ti veniva voglia di lapidarlo!!
Ora spero che vi sia chiaro da dove sono arrivati i sovvenzionamenti per il restauro del "Crocefisso di scuola Riminese del 300" che era già malridotto quando vostro nonno andava all'asilo oppure tutte le manifestazioni, i viaggi per i luoghi sacri di mezzo mondo etc etc etc...
Vi starete chiedendo se ce l'abbia con la Chiesa?
Ne si, ne no...mi piacerebbe solo che ci fosse un po di chiarezza, ma come al solito suppongo sia chiedere troppo. Ve l'immaginate la nuova insegna della chiesa? Ne verrebbe fuori qualcosa del tipo: "Chiesa Collegiata dei Santissimi Apostoli powered by Vodafone" oppure una bella scrittina sotto l' "INRI" sul crocifisso con il logo della TIM...quanto meno originale.
Ok basta blasfemie altrimenti qualcuno mi lincia...

Dicevo? Ah si la radio. Ha sempre avuto un fascino particolare per me in quella sua strana espressione di libertà: eh già...la radio non ti obbliga a prestarle attenzione, come la televisione è li, ti parla come qualsiasi persona sta a te decidere se vuoi prestarle o meno orecchio. Avete mai ascoltato i libri letti alla radio? è un'iniziativa che ancora fanno su qualche emittente fuori dai circuiti delle grandi major...e quando sentite quella voce vellutata che legge, che da vita ai mille personaggi di un romanzo, non dovete fare altro che fermarvi, chiudere gli occhi e trovarvi li...accanto a quei personaggi, in quelle avventure...riuscite a fare lo stesso con un film? Non avete il tempo di fermarvi e concedervi questi piccoli minuti di evasione? Allora andate alla vostra libreria, scegliete una persona e come si faceva da bambini con le favole, fatevi leggere qualche pagina prima di andare a dormire...accucciatevi per bene, chiudete gli occhi e viaggiate... Credo che sia una delle cose più belle da poter fare insieme ad una persona speciale.

L'importante è andare sempre oltre...
...oltre le immagini...
...oltre i suoni...
...oltre le parole.
postato da: 0JackFolla0 alle ore 04:09 | link | commenti (2)
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lunedì, 12 febbraio 2007

Credere non è un optional

Lunedi 12 Febbraio 2007

Chissà!
Magari è soltanto il fascino della novità, ma da quando ho rotto il ghiaccio con la mia prima "trasmissione" di poche ore fa la voglia di continuare a scrivere è cresciuta minuto dopo minuto fino ad adesso, quando rotti gli indugi ho deciso di riaprire la mia finestra sul mondo. Ho dato il mio indirizzo ad un paio di di amici, volevo qualche commento...in questo sono diverso da Jack Folla, non che io cerchi l'approvazione incondizionata degli altri, ma mi piace ascoltarne i pareri...sono un profondo ipercritico di me stesso e un aspirante perfezionista. Appena il blog sarà più diffuso spero di poter avere qualcuno che mi dica "Mars, scrivi solo cazzate, ritirati" o cose del tipo "Sono d'accordo con te, però..." o ancora "Andatevene a fanculo tu e Jack Folla" rendete questo blog non solo la mia trasmissione, ma anche la vostra. Come quei concorsi radiofonici in cui si vincono le magliette, o i pass per il concerto più in del momento...io non vi offro niente di tutto questo. Chi partecipa al mio gioco a premi vince solo uno scambio culturale.  Avanti le linee sono libere, chi vuole partecipare?

Ho continuato a vagare per la rete per il resto della serata, qualche battuta qui e li in un numero di finestre di MSN che cresce di dimensione di giorno in giorno e una spulciata ad un paio di siti...ho trovato il famoso monologo di "RadioFreccia" è con quello e una canzone, come nella migliore tradizione radiofonica che vi do la buona notte e appuntamento a domani.

"Oggi ho avuto una discussione con un mio amico, lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente.  Beh!  Non è vero, anch’io credo:

Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards. Credo al doppio suono nel campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese.  Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finchè non si sta in piedi. Credo che un' Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa. Credo che non sia tutto qua; però, prima di credere in qualcos'altro, bisogna fare i conti con quello che c'è qua: e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio. Credo che se prima o poi avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecentomila al mese, però credo anche che se non leccherò il culo come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose. Credo che c'è un buco grosso dentro, ma anche che il rock and roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici, bè, ogni tanto questo buco me lo riempiono. Credo che la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx... Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perchè comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, allora vedete di ricaricare le vostre scorte con questo..."

[extract from: "RadioFreccia"]


Credo che ci voglia un dio ed anche un bar..
Credo che stanotte ti verrò a trovare per dirci tutto quello
che dobbiamo dire... o almeno credo...

Credo proprio che non sia già tutto qui..e certi giorni invece
credo sia così...
Credo al tuo odore e al modo in cui mi fai sentire,
a questo credo...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c'è mai stato solo un mondo solo...
Credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore, credo...

Se ti serve, chiamami "scemo", ma io almeno credo...
Se ti basta chiamami "scemo", che io almeno..

Credo nel rumore di chi sa tacere,
che quando smetti di sperare inizi un po' a morire...
Credo al tuo amore e a quello che mi tira fuori..o almeno credo..

Credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che ogni verità può fare bene o fare male..
Credo che adesso mi devi far sentir le mani che a quelle credo...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come riesce, a suo modo,
qua non c'è mai stato solo un mondo solo...
Credo a quel tale che dice in giro che l'amore chiama amore...

Qua nessuno c'ha il libretto d'istruzioni,
credo che ognuno si faccia il giro come viene, a suo modo,
qua non c'è mai stato solo un mondo solo...
Credo a quel tale che dice in giro che l'amore porta amore, credo...

Se ti serve, chiamami "scemo", ma io almeno credo...
Se ti basta chiamami "scemo", che io almeno...

[Luciano Ligabue: "Almeno Credo"]

E voi in cosa credete?

Il viaggio continua...
Restate sintonizzati!
postato da: 0JackFolla0 alle ore 02:22 | link | commenti (1)
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domenica, 11 febbraio 2007

On Air

Domenica, 11 febbraio 2007

E' la seconda metà degli anni 90, tra il 1995 e il 1998, non riesco a ricordare il periodo giusto. RadioRai esordì con un programma singolare: "Alcatraz" un contenitore di musica ben lontana dalle hit del momento e di parole dure sulla nostra società e sul nostro status quo sputate con rabbia dalla bella voce di Jack Folla.

Chi è Jack Folla?

A primo acchitto si potrebbe pensare ad un normalissimo speaker con un nome d'arte cazzuto...diciamoci la verità Jack Folla è uno di quei classici nomi ad effetto che ti rimangono ben stampati in mente, ma vi posso assicurare che in quel caso non era così. Jack Folla era un italiano imprigionato nel braccio della morte a non so quanti metri sottoterra nelle Rocky Mountains in non so che stato degli USA. Jack Folla era il detenuto numero 3957, un semplicissimo condannato a morte che a 230 giorni dall'incontro con la sedia elettrica comincia a trasmettere come un normalissimo DJ parole e musica in libertà.

Parla di tutto, raramente di se stesso, spesso del sistema o risponde alle persone che gli scrivono a mezzo fax (era ancora un po presto per la posta elettronica). Non si sente un martire, ne un eroe, si sente semplicemente "libero". Jack Folla è un condannato a morte, un "Dead Man Walking" citando il titolo di  un film visto anni addietro con il cineforum del liceo, eppure si sente libero...e non solo...sostiene che siamo noi gli imprigionati, che riesce a vedere le nostre sbarre fatte di "compra questo", "vota per me", e di musica preconfezionata e sparata in continuazione come gli annunci delle offerte al supermercato. Non cerca aiuti ne facile accondiscendenza. Vuole la rabbia...vuole l'indigniazione. Per 230 giorni Jack Folla fu la provocazione di tutti gli italiani che presero la briga di ascoltarlo...e furono davvero tanti a vedere tutti i fax e le lettere che gli arrivavano da ogni regione d'italia, da persone di diversa estrazione sociale, sesso età.

Molti sostennero che Jack Folla fosse semplicemente un'invenzione...un personaggio costruito per uno spettacolo innovativo. Vi so solo dire che il programma radiofonico "Alcatraz" andò in onda esattamente per 230 giorni, e per non so quanto tempo vi fu anche una versione televisiva su Rai2 in seconda o terza serata.

Tra il 1995 e il 1998 avevo tra i 13 e i 16 anni. Ero già un ragazzino diverso dagli altri. Avevo scoperto il mio amore per i libri dopo averli odiati per tutta la mia infanzia. Ne divoravo in continuazione e cominciavo a scribacchiare i primi racconti e le prime confessioni, tutte opere che videro come unica luce quella emanata dai fornelli della cucina quando davo fuoco a quelle  pagine qualche mese dopo la loro scrittura. Cercavo l'amore vero in una realtà dove l'apparire cominciava già ad avere più peso rispetto all'essere. Ascoltavo parecchia radio a scapito della televisione, ma ignoravo assolutamente chi fosse Jack Folla e il suo programma. Non avevo ancora la forza di emergere dal mucchio, di esprimere il vero me stesso che covavo dentro. Tra i 13 e i 16 anni ero ancora prigioniero.

Il mio incontro con Jack Folla è avvenuto di recente, sarà stato qualche mese fa. Di anni ora ne ho 24 e mi avvicino velocemente al compimento del quarto di secolo.  Parlavo con Yuri di un'idea per un gioco di ruolo a cui partecipiamo entrambi: volevo far aprire ad uno dei miei personaggi una radio libera, qualcosa alla "Radiofreccia" , film che tra l'altro non ho mai visto se non per la scena del monologo dello speaker...bellissimo discorso sui diritti che non ricordo per niente. Magari un giorno mi metto a cercarlo sulla rete. Yuri legge tutto il mio papiro scritto in MSN e aggiunge semplice "Insomma una cosa alla Jack Folla" mi racconta brevemente la storia dandomi una dritta: tale Diego Cugia, sceneggiatore Rai, ha pubblicato un libro che si intitola proprio "Alcatraz" in cui sono raccolti una serie di estratti delle ore di trasmissione di Jack Folla, alcune lettere che gli sono state scritte dai suoi ascoltatori e la discografia delle canzoni trasmesse nel corso dei 230 giorni. 
La mia curiosità è grande, il giorno dopo sono nel megashop Mondadori a scavare tra gli scaffali...eccolo li il libro che cerco: 250 pagine e poco più di rabbia, musica e cruda verità ad un prezzo di mercato, otto euro.
Lo compro, ma il mio entusiasmo si spegne subito. Alcatraz diventa uno dei 12 libri non letti della mia straripante libreria made in Ikea, vuoi per mancanza di tempo, vuoi per altri interessi, vuoi per altre letture tenute in sospeso.
Alcune volte poi accade l'inaspettato: un viaggio di ritorno in treno, una delusione amorosa che più che tristezza lascia in bocca il sapore della rivalsa ed ecco che apro il libro e comincio a leggere distrattamente... Credo che il viaggio tra Milano e Forli non sia mai durato così poco. Le parole di Jack Folla stravolgono in poche ore il mio modo di essere e pensare, mi pento di non avere dietro una matita per sottolineare tutte le frasi emblematiche della quarantina di pagine che leggo.
Ce n'è una in particolare che mi segna: "Per un Jack Folla che muore, mille ne nascono e verranno a cercarvi" Si parla della "generazione invisibile", quella che comprende i giovani tra i 15 e i 24...e arriva dritta al cuore...a me che a 24 anni ancora cerco una mia collocazione nel mondo.

Morale della favola?
Quella radio che dovevo tirar su nel gioco di ruolo non è mai più nata, d'altro canto ieri notte grazie all'aiuto di Flea e Cryo è nato questo Blog. Mars raccoglie l'eredità di Jack Folla e vi accompagnerà nel suo viaggio di luci e ombre, parole e musica. Dopo 24 anni osservo un muro e non ci vedo solo mattoni e cemento, ma un principio d'evasione...

E' arrivato il momento della mia trasmissione, gente.
Allacciate le cinture di sicurezza e tenetevi stretti.
Si va in onda!!
postato da: 0JackFolla0 alle ore 22:55 | link | commenti (1)
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